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Pasquale Pasquini

1901 - 1977

Nato a Pisa il 1901, da Emilio, professore di matematica e fisica, e da Assunta Ferrini, visse i primi anni a Palermo dove frequentò la prima elementare e poi a Roma dove si iscrisse al Liceo Ennio Quirino Visconti. Ancora liceale si adoperò insieme ad altri due compagni di scuola, Enrico Federici e Giuseppe Salucci, a redigere un giornale studentesco dal titolo "Il giovane naturalista, una Rivista mensile di Scienze Naturali", dimostrando così l\'interesse per gli studi naturalistici già dal 1916.\nNell\'ottobre del 1917, appena conseguita la licenza liceale, si inscrisse al I Corso della Facoltà di Scienze Naturali dell\'Università di Roma. Nel 1918, entrò, come allievo interno, nel Laboratorio di Zoologia diretto dal professore Federico Raffaele, al quale verrà riservato l\'appellativo "mio maestro", a dimostrazione di quanto fosse forte il sentimento di riconoscenza che nutriva l\'ex alunno del liceo Visconti per il direttore dell\'Istituto di Zoologia.\nNel 1921 si laureò discutendo una tesi sperimentale: Sui processi di neoformazione di alcuni organi nella divisione naturale di Anellidi Oligocheti (Chaetogaster limnaei) e già nel 1922 fu accolto come Assistente Volontario presso l\'Istituto di Zoologia della Università di Roma.\nSvolse, recandosi in missione più volte all\'Osservatorio Biologico di Anzio, ricerche di Biologia marina. Sempre nello stesso anno fu nominato Assistente Effettivo presso l\'Istituto di Fisiologia dell\'Università di Perugia diretto da Osvaldo Polimanti ed Assistente di Ruolo presso l\'istituto di Zoologia dell\'Università di Bologna diretto da Alessandro Ghigi. Per l\'Università di Perugia lavorò alla Stazione Idrobiologia del Trasimeno, dove sotto la guida di Victor Bauer della Stazione Idrobiologia di Langenargen (Lago di Costanza), studiò la Limnologia ed in particolare del plancton dei laghi, mentre per l\'Università di Bologna condusse ricerche sulle variazioni del plancton e la circolazione della vita nei maceri del bolognese".\nNel 1923, fu trasferito all\'Università di Roma dove fu nominato Assistente Effettivo e dal 1928 in poi divenne Aiuto di Ruolo. In collaborazione con Silvio Ranzi raccolse le lezioni di Zoologia di Raffaele e le pubblicò presso la Libreria di Scienze e Lettere di Giovanni Bardi.\nNel 1924 fu inviato in missione dal ministero della Economia Nazionale sulla Squadriglia Sperimentale di Pesca come biologo, ed a bordo della Tritone compì una crociera talasso- biologica nel Mar Adriatico.\nIn questi anni oltre alla crociera sulla nave Tritone, svolse ricerche nel campo della morfologia sulla Embriologia dei Vertebrati dove chiarì la struttura della morfogenesi ed embriogenesi del pettine nell\'occhio degli Uccelli e sulla meccanica dello sviluppo degli Anfibi, in particolare sugli effetti della centrifugazione sulle uova di rana in via di sviluppo.\nNel 1926 vinse una borsa di studio della Rockefeller Foundation e si recò negli Stati Uniti seguendo le ricerche presso il Marine Biological Laboratory di Woods - Hole diretto da Frank Lillie e presso l\'Osborn Zoological Laboratory diretto da Ross G. Harrison della Yale University.\nIl rapporto con l\'insegnamento di questi due illustri maestri lo orientò verso la Zoologia sperimentale, a Yale apprese le tecniche dei trapianti embrionali e presso il Marine Biological Laboratory la tecnica della microdissezione cellulare con apparecchi micromanipolatori di Chambers e di Peterfj. L\'impressione positiva che diede negli Stati Uniti, trovò riscontro quando, nel 1928, Harrison venne in Italia per eseguire delle ricerche alla Stazione Zoologica di Napoli. L\'illustre studioso americano, infatti, scelse per le ricerche da effettuare presso la Stazione Zoologica la collaborazione di Pasquini. Gli studi che effettuarono riguardarono nuove ricerche sulla polarità del cestello branchiale di Clavelina mediante innesti. Il rapporto con i ricercatori statunitensi fu molto proficuo, perché permise a Pasquini di sviluppare gli studi sulla meccanica dello sviluppo dell\'occhio negli Anfibi, studi che lo avrebbero condotto a risultati positivi per l\'applicazione del concetto di equipotenzialità e che faranno scrivere allo stesso Pasquini in un suo Curriculum inserito in Notizie sull\'operosità scientifica e sulla carriera didattica di Pasquale Pasquini"del 1932: Queste ricerche rappresentano la parte più viva della sua attività in questo ultimo quinquennio e comprendono esperimenti: a) sullo sviluppo dipendente e indipendente dell\'abbozzo del cristallino in relazione all\'organizzatore; b) sull\'autodifferenziamento della vescicola ottica primaria (in Rana, Triton, Axolotl, Pleurodeles); c) sulla fusione di due abbozzi oculari e conseguente formazione di un doppio occhio regolato in un organo unico; d) sulle modificazioni dei centri nervosi consecutive al trapianto di un abbozzo oculario soprannumerario; e) sulla mancata rigenerazione della vescicola ottica, ecc. e su altre questioni riferentesi all\'embriologia sperimentale dell\'occhio degli Anfibi.\nNel 1928 fu nominato Socio corrispondente dalla Pontificia Accademia delle Scienze dei Nuovi Lincei ed ebbe l\'incarico dalla "Scuola Superiore di Malariologia" di svolgere lezioni per i dottori perfezionandi in Malariologa, lezioni che ebbero come tema La fauna dei paesi malarici.\nNel 1930 con una nuova borsa di studio della Rockefeller Foundation condusse presso l\'Osborn Zoological Laboratory da giugno a dicembre ricerche sulla "determinazione e differenziamento della lente in Rana catesbiana". L\'attestazione che gli scrisse Harrison al termine di quest\'ultimo viaggio di studio esprime la stima che Pasquini godeva presso la direzione del laboratorio del New Haven: " Dr. Pasquini is a man of the highest personal and scientific integrity. He is an able and original investigator in his chosen field of experimental embryology and is unusually well read in the whole field of zoology. He has great energy and capacity for work, coordinates his efforts well, and finishes promptly whatever he begins. His personality is such that he is certain to attract students. In my opinion he is in the front rank of younger zoologist and is in every respect qualified to hold a university professorship and the directorship of an institute of zoology ."\nLe considerazioni di stima che ebbero i ricercatori statunitensi, saranno sempre vive, e quando Pasquini, durante l\'attività organizzativa e di direzione dell\'Istituto, chiederà un sussidio economico per l\'acquisto di materiale scientifico per i laboratori dell\'Università di Perugia, di Bologna e di Roma, troverà sempre oltreoceano una rispettosa attenzione che attiverà con solerzia il canale della Rockefeller Foundation per soddisfare le sue richieste.\nNel 1930 la Società Italiana delle Scienze, dei XL, conferiva a Pasquini il Premio per le Scienze Fisiche e naturali (Medaglia dei XL).\nNel 1931 la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell\'Università di Perugia gli conferiva l\'incarico dell\'insegnamento di Zoologia, Anatomia e Fisiologia comparate e la direzione dell\'Istituto. L\'anno successivo diventa corrispondente della prestigiosa ed antica Societè Philomatique de Paris. Dal primo novembre del 1933, per vittoria di concorso, fu nominato professore straordinario di Embriologia nella Facoltà medica della Università di Perugia. Nel 1934 per designazione della Facoltà di Scienze passò a Padova come straordinario e poi come ordinario di Zoologia presso l\'Istituto di Zoologia e Anatomia Comparata. Successivamente, nel 1937, chiamato dalla Università di Bologna fu chiamato a ricoprire la cattedra di Anatomia Comparata che per oltre trenta anni era stata di Ercole Giacomini. In questa sede universitaria rimase fino al 1956. Rettore dell\'Università era l\'accademico Alessandro Ghigi, con il quale Pasquini restò molto legato e con il quale condivise, nella prima metà degli anni sessanta, l\'impegno della Commissione per la conservazione della Natura e delle sue Risorse. Nell\'Università di Bologna, durante il II conflitto mondiale, divenne prima preside della Facoltà di Scienze e poi della Facoltà Farmacia e nel 1942 conseguì il premio per l\'Embriologia sperimentale dell\'Accademia d\'Italia. \nDalla fine della guerra fino ai primi anni cinquanta, dedica il suo impegno al consolidamento organizzativo delle strutture scientifiche nazionali, senza per questo sottovalutare le relazioni con gli studiosi internazionali. Nel 1950, in qualità di componente del Comitato promotore organizzò a Bologna la celebrazione del Cinquantenario dell\'Unione Zoologica Italiana. Questo Convegno, che vide la partecipazione di centosessanta studiosi, riattivò il filo delle relazioni scientifiche che si era interrotto durante la guerra. Infatti, a partire dal 1950, le assemblee nazionali dell\'U.Z.I. si svolsero con una cadenza periodica. Così nel 1952 fu tra i fondatori del G.E.I. (Gruppo Embriologico Italiano), diventandone segretario nazionale. Fu, sempre in quegli anni, presente come delegato ai congressi internazionali di Zoologia e verso la fine del 1951 e gli inizi del 1952 si recò negli Stati Uniti in qualità di Fullbright, invitato dalla Rockefeller Foundation a Yale, Rochester, Chicago, Palo Alto e Los Angeles. Nelle Università americane partecipò a seminari con i colleghi statunitensi e fu relatore sul problema dell\'induzione embrionale. Al suo rientro in Italia scrisse un articolo per la rivista del CNR "La Ricerca Scientifica"(n.8,1952) dal titolo " La ricerca biologica in alcuni Centri Universitari degli Stati Uniti", dove oltre a spiegare come si era svolto il suo Fullbright e quali Istituti e Laboratori aveva visitato, descriveva il funzionamento delle Università statunitensi facendo alcune osservazioni :" La estrema e reale autonomia dell\'Università, i pieni poteri degli organi di governo delle medesime, la libertà delle nomine dei docenti e nella loro revoca, il severo controllo delle attitudini dei discenti, il numero chiuso delle iscrizioni all\'Università, sono condizioni che permettono un\'accurata selezione di uomini che assicurano uno standard elevato di attività. L\'affermazione dei risultati della ricerca scientifica avviene nei Seminari, nei Simposi, ove si è costretti a riferire fra i componenti delle proprie ricerche e le stesse sono discusse, commentate e rigorosamente vagliate." E a proposito dei finanziamenti della ricerca universitaria in USA aggiungeva:" I larghi mezzi finanziari destinati alla ricerca scientifica sono forniti in America dall\'amministrazione universitaria che provvede a dare gli aiuti tecnici necessari, le attrezzature o, per i più vasti progetti e contratti, dalle varie organizzazioni industriali o governative, che preferiscono ai propri laboratori e alle spesso eccezionali attrezzature sperimentali di essi, l\'ambiente più sereno e fertile dell\'Università dove intorno a ricercatori di sicura fama si costituiscono delle vere equipes di studenti««graduates»>, i candidati cioè al titolo di Doctor of Philosophy, che danno all\'esecuzione del progetto, la loro vitale collaborazione". Questi commenti ed altri che si possono ritrovare nelle relazioni che Pasquini fa al Rettore o nelle missive che invia ai colleghi, testimoniano la sua attenzione verso quelle problematiche che da direttore di Istituto e da insegnante universitario viveva nella quotidianità.\nNel 1956, nominato direttore dell\'Istituto di Zoologia, rientrò a Roma nella Università che era stata di Raffaele, il suo maestro. Nella metà degli anni cinquanta si dedicò alle ricerche su "i vacuoli supplementari in Paramecium e la acclimazione di questi Ciliati a concentrazioni saline crescenti, nonché della rigenerazione delle Planarie (degli occhi) in rapporto alla istogenesi rigenerativa in dischetti isolati dal corpo ed anche coltivati in ««vitro»>".\n Nel 1959, fu chiamato a partecipare alla Commissione di Inchiesta Ecologica ed Igienico Sanitaria per conto della SIMEA, Società Italiana Meridionale per l\'Energia Atomica, controllata dalla Agip Nucleare del gruppo ENI. Il compito della Commissione era appunto quello di svolgere "un\'indagine nell\'Agro Pontino per determinare la consistenza della vita animale e vegetale e degli insediamenti umani, prima della entrata in funzione del reattore, un reattore di tipo inglese ad U naturale, moderato a grafite e raffredato a gas" e ciò perché era prevedibile, una volta in funzione il reattore, l\'emissione di radiazioni. Era necessario quindi che la Commissione indagasse prima della costruzione del reattore perché in un secondo momento, a reattore funzionante, fosse possibile " riconoscere gli eventuali effetti biologici delle radiazioni". La Commissione, sotto la presidenza di Claudio Barigozzi, affidò a Pasquini la parte dell\'Inchiesta che riguardava l\'Ecologia. \nA partire dagli inizi degli anni sessanta, Pasquini ricoprì molti incarichi importanti all\'interno del CNR , del Ministero della Pubblica istruzione, del Ministero della Agricoltura e Foreste e nella Accademia Nazionale dei Lincei. Incominciò un\'altra densa fase per la sua attività di studioso e di organizzatore culturale, quella fase che trova calzante la definizione del suo allievo Manelli quando lo descrive come promotore e management della scienza e della cultura . \nPasquini , nel 1960, è eletto membro del Comitato per la Biologia e la Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche, organismo dove vengono vagliate le richieste dei contributi scientifici di tutte le Università e dove si discute sulle norme per il reclutamento dei Ricercatori. Di fatto un osservatorio importante per promuovere ed indirizzare, coordinandola, la ricerca.\nIn quegli anni gli furono affidati incarichi importanti: nel Consiglio di Amministrazione della Stazione Zoologica di Napoli, nel Consiglio di Amministrazione dell\'Istituto di Idrobiologia di Pallanza, oltre alla nomina di Presidente dell\'Istituto Nazionale di Entomologia. \nSempre nell\'ambito del CNR, fece parte della Commissione per la Conservazione della Natura e delle sue risorse, e in un secondo momento della sottocommissione denominata " Piccole Isole". Quest\'ultima sottocommissione lavorò sviluppando un vecchio progetto del 1961 della presidenza del Consiglio Nazionale di Ricerca: uno studio di genetica delle popolazioni insulari. Con la fine degli anni sessanta, la sottocommissione aveva prodotto una serie di relazioni scientifiche sulle isole minori italiane che contribuiranno a fornire materiale per la stesura di un libro bianco. \nDal 1962, per due volte consecutive entrò a far parte del Consiglio Superiore della Pubblica istruzione, organo consultivo del Ministro, che proprio in quegli anni affrontava temi importanti per lo sviluppo dell\'educazione scolastica. Pasquini fu nominato presidente della III Sezione negli anni in cui si attuava la riforma della scuola media e si discuteva dei programmi inseriti nella nuova scuola media inferiore; mentre nel 1969 lo stesso organo avviò il confronto sulla riforma universitaria.\nUn altro organo prestigioso di cui Pasquini fece parte a partire dal 1963 è il Consiglio Superiore dell\'Agricoltura e Forestale, III Sezione - Zootecnia e Caccia, che svolgeva anch\'esso il ruolo di consulenza del Ministro, e che si occupava di tutte le questioni previste dalle competenze specifiche della Sezione.\nNel 1962, intanto, era entrato a far parte della Accademia dei Lincei, prima come corrispondente e poi come socio nazionale.\nNella sua qualità di accademico organizzò le spedizioni nelle zone tropicali del Messico, utilizzando successivamente i risultati scientifici nella attività didattica degli ultimi anni: i tre quaderni sulla fauna cavernicola del Messico e i paragoni fra le grotte di pianura a carattere tropicale e quelle di montagna di tipo temperato ne sono una testimonianza. \nA partire dalla metà degli anni sessanta fece parte di molte Commissioni giudicatrici di Premi finanziati dalla Accademia Nazionale dei Lincei per sostenere la ricerca scientifica. Ma i suoi numerosi impegni accademici, non ostacolarono un\'altro impegnativo obbiettivo che si era dato: quello di dare al suo Istituto una sede stabile. Riuscì, infatti, dopo anni di lunghe trattative a trasferire l\'Istituto in una sede più consona alle sue esigenze, una sede finalmente definitiva dopo cinquanta anni di sedi provvisorie.\nNel 1970 si costituisce il Centro di Studi per gli acidi nucleici, alla base di questo Centro c\'era una convenzione fra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l\'Università di Roma per svolgere un programma di ricerche sulla struttura e l\'organizzatore materiale genetico, uno studio, verrà definito nel verbale della seduta del Consiglio scientifico del novembre 1975, a conclusione del primo quinquennio delle ricerche: "dell\'interazione tra il materiale genetico dei virus ed il menoma della cellula ospite ed i problemi di regolazione dell\'attività genica". Nel 1976, il 9 dicembre, Pasquini è nominato Presidente del Consiglio Scientifico del Centro di studio per gli acidi nucleici, mentre segretario fu nominato Francesco Amaldi e direttore Giorgio Tecce.\nNel novembre del 1972, dopo che nell\'anno precedente aveva conseguito il prestigioso Premio "Antonio Feltrinelli" per la Biologia, lascia la direzione dell\'Istituto , pur continuando a frequentarlo come fuori ruolo e collaborando con il nuovo direttore Harry Manelli.\nNegli ultimi anni si dedicò a coordinare e dirigere la pubblicazione di otto volumi presso la casa editrice Casini:" Enciclopedia della natura". Questa grande opera che lo impegnò dal 1968 al 1974 e che espone i problemi della moderna ecologia sarà l\'ultimo lavoro di Pasquini nel campo della divulgazione scientifica. Nel passato oltre ad aver collaborato con Raffaele e Ghigi per una grande pubblicazione presso la Utet sulla "Vita del mare", era stato redattore dell\'Enciclopedia Italiana e del Dizionario Enciclopedico Italiano ed autore di un\'opera sintetica, ma non per questo meno apprezzata, nel 1948 dal titolo:"Le forze creatrici dell\'uovo".\nSilvio Ranzi nella sua commemorazione all\'Accademia dei XL cita un brano scritto dagli allievi di Pasquini Leghissa, Raunich, Scaccini, Ghirardelli, Petrucci, Manelli e Consiglio nel volume dell\'Archivio Zoologico per il suo sessantacinquesimo anno, che chiarisce meglio la sua figura particolare del soggetto produttore del fondo:\n"Nel quarantennio di intensa e vigile attività didattica, come organizzatore dei vari Istituti e Laboratori, o come ispiratore di ricerche tra allievi e collaboratori, la dedizione di Pasquale Pasquini ci appare instancabile. Scienziato di vedute moderne e di acuto senso critico; Direttore di Laboratorio energico e operosissimo, largo di aiuti, di consigli, di incoraggiamenti; uomo di elevate doti di cuore, paternamente benevolo con i discepoli, sincero amico dei colleghi, rispettoso estimatore dei Grandi Maestri della Biologia, passati e presenti; infine, pensoso ammiratore della Natura vivente, con quella venatura di misticismo che non può mancare in chi scruta, con animo commosso, il meraviglioso divenire dell\'essere vivo dall\'uovo".

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