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Odoardo Beccari

1843 - 1920

Beccari frequentò il Real Collegio di Lucca, dove, appena tredicenne, mostrò una forte inclinazione per le scienze naturali e la botanica in particolare. Nel 1861, ancora studente di Scienze Naturali all'Università di Pisa, fu nominato assistente di Botanica da Pietro Savi, ma, a causa di contrasti con il docente, passò poi all'Università di Bologna, dove conseguì la laurea nel 1864. Qui conobbe il naturalista genovese Giacomo Doria, presidente della Società Geografica Italiana, con il quale strinse un'amicizia durata tutta la vita. Dopo la laurea trascorse alcuni mesi ai Kew Gardens a Londra, dove incontrò Charles Darwin e James Brooke, il rajah del Sarawak. Nel 1865, al seguito di Brooke e in compagnia di Doria, salpò per il Sarawak, in Borneo, dove soggiornò per tre anni, raccogliendo moltissimi campioni di piante, conchiglie, insetti e altri animali. Nel 1868 un violento attacco di malaria lo costrinse a tornare a Firenze, dove nel 1869 fondò il "Nuovo Giornale botanico italiano". Nel 1870 partecipò alla spedizione organizzata dalla Società Geografica Italiana e dalla società di navigazione Rubattino in Africa Orientale. Nel 1871 s'imbarcò per l'Indonesia e la Nuova Guinea, dove rimase fino al 1876. Nel 1877 partì per il suo terzo viaggio in Estremo Oriente, fermandosi in diverse località in India, Malesia, Indonesia, Australia, Tasmania e Nuova Zelanda. Nel corso di un'esplorazione nelle foreste montane di Sumatra, nell'estate 1878, scoprì l'Amorphophallus titanum, la più grande infiorescenza del mondo, ignota ai naturalisti. Tornato a Firenze nel dicembre dello stesso anno, Beccari assunse la direzione del Giardino dei Semplici, ma già nel 1879 rassegnò le dimissioni a causa dei rapporti conflittuali con l'amministrazione dell'Istituto di Studi Superiori. Dal 1880 fino alla morte si dedicò allo studio sistematico dei materiali raccolti, descrivendo numerose specie nuove e pubblicando i risultati sulla rivista "Malesia", da lui stesso fondata. S'impegnò inoltre nella stesura delle sue memorie di esploratore: Nelle foreste di Borneo, un libro famoso in tutto il mondo e tradotto in più lingue, uscì nel 1902, mentre Nuova Guinea, Selebes e Molucche fu pubblicato postumo dal figlio Nello. Beccari ricevette riconoscimenti da varie istituzioni scientifiche italiane e straniere e, nel 1904, l'Accademia dei Lincei lo ascrisse tra i suoi membri in riconoscimento del suo eccezionale lavoro. Figura straordinaria di naturalista ed esploratore, autore di oltre 150 scritti scientifici, abile disegnatore e fotografo, Beccari offrì contributi importantissimi nell'ambito di varie discipline: non solo botanica e zoologia, ma anche etnologia, antropologia, geografia. Fondamentali sono i suoi studi sulle palme, delle quali descrisse 130 specie in 25 differenti generi. Gli abbondantissimi ed eterogenei materiali raccolti durante le sue spedizioni sono conservati presso il Museo di Storia Naturale di Firenze e il Museo Civico di Storia Naturale di Genova (creato dall'amico Giacomo Doria proprio grazie ai reperti inviatigli da Beccari).

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