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Navigare la diversità: Dai mostri di Ulisse alla scienza del mare

Octopus
Stazione Zoologica Anton Dohrn

Il mare un tempo sede di creature sconosciute oggi è l'ambiente decisivo per la sopravvivenza dell'uomo, ma cosa è cambiato con la ricerca scientifica? Dal mare arriva la vita ma anche la speranza di una esistenza migliore per gli uomini: come la scienza può aiutare a comprendere il fenomeno delle migrazioni?

Dall'acqua nasce la vita ma l'acqua è dimora anche dell'ignoto. Da Scilla al kraken, alle sirene, l'uomo l'ha popolata nel suo immaginario di creature mostruose ed inquietanti. Nella realtà lo spazio marino è stato ed è ancora protagonista di vicende di guerre, schiavitù, di vite spezzate di chi era ed è solo in cerca di speranza. Scrive Braudel: in tutto il Mediterraneo l'uomo è cacciato, rinchiuso, venduto, torturato, e vi conosce tutte le miserie, gli orrori e le santità degli universi concentrazionari. La ricerca scientifica svela l'ignoto degli abissi e coglie il "diverso da sé" convertendo tutto in conoscenza: le meduse immortali, i calamari lampeggianti, i citri tarantini, le barene venete. Grazie ad essa Ulisse oltrepassa le colonne per indagare senza soccombere, il Prospero di Shakespeare abbandona la magia, guida Calibano e libera lo spirito Ariel, riconoscendo così l'importanza vitale e la bellezza della biodiversità da salvaguardare.