Università degli Studi Pisa
Pisa 1343
A Pisa, una scuola di diritto era presente già dalla seconda metà del XII secolo, mentre l'esistenza di una scuola di medicina e chirurgia è documentata dal secolo successivo, ma lo Studio pisano, fondato dal Comune nel 1338, per volontà del conte Fazio della Gherardesca, ebbe origine ufficialmente nel 1343, quando, con la bolla di papa Clemente VI, del 3 settembre di quell'anno, fu istituito lo Studio generale di Pisa, con gli insegnamenti di teologia, diritto canonico e civile e medicina. Nel 1355 con il diploma imperiale di Carlo IV furono introdotte norme statutarie e il riconoscimento giuridico degli studi svolti, con la concessione, al termine del corso di studi, del titolo di magister o di doctor.
Dopo un periodo di decadimento, dovuto alle vicissitudini politiche interne ed esterne, che ebbe il suo culmine con la perdita della libertà e l'assoggettamento a Firenze (1406), l'università pisana fu riformata nel 1472, e riaperta l'anno successivo da Lorenzo de' Medici, che la trasformò in Studio generale fiorentino. A seguito della ribellione di Pisa (1494-1509) lo Studio conobbe altri periodi di crisi e di degrado, che ne determinarono il trasferimento a Pistoia, a Prato e, molto più tardi, a Firenze.
L'università pisana fu nuovamente riformata da Cosimo I, con gli statuti del 1544, rimasti in vigore fino alle successive riforme, realizzate prima in epoca leopoldina, poi durante la dominazione napoleonica e infine da Leopoldo II, che nel 1840 sostituì gli antichi collegi (teologi, giuristi, artisti) con sei facoltà (teologia, giurisprudenza, filosofia e sociologia, medicina e chirurgia, scienze matematiche e scienze fisiche e naturali).
È tuttavia dopo l'unità nazionale che l'Università di Pisa conoscerà il periodo di suo maggiore sviluppo, divenendo uno dei centri di eccellenza dell'istruzione superiore universitaria e della ricerca scientifica.