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Pietro Pagnini

1875 - 1954

Dopo la laurea presso la Facoltà Fisico-Matematica dell'Università di Pisa, Pietro Pagnini tornò a Firenze per lavorare nelle Officine Santarelli, occupandosi della costruzione di strumenti scientifici. Nel 1911 passò alle Officine Galileo, cui era stata ceduta l'attività di Santarelli, ma le lasciò pochi anni dopo per dedicarsi allo studio degli strumenti scientifici e al commercio di apparecchi scientifici con case produttrici tedesche, attività che svolse fino agli inizi della Prima Guerra Mondiale. Nel 1918 la Società Elettrocarbonium di Narni lo assunse per il collaudo delle attrezzature elettrotecniche installate nei sommergibili della Marina italiana. Terminata la guerra, tornò ai suoi studi e all'insegnamento di fisica e matematica a Firenze. Alla fine degli anni Venti, per volere del senatore Antonio Garbasso e dell'astronomo Giorgio Abetti, collaborò alla ristampa dell'Edizione Nazionale delle Opere di Galileo pubblicata da Barbèra (1929-1939); curò inoltre l’edizione delle Opere in cinque volumi dell'editore Salani (1935) e il primo volume delle Opere dei discepoli di Galileo, dedicato all'Accademia del Cimento (1942). Impegnato nella vita sociale e politica, militò nel Partito Popolare Italiano e fu un deciso oppositore del fascismo. A causa delle sue idee poté insegnare solamente in istituti religiosi e durante la Guerra di Etiopia (1935-1936) fu mandato al confino. Finita la Seconda Guerra Mondiale, fu chiamato all'Istituto e Museo di Storia della Scienza dal direttore Andrea Corsini per restaurare e catalogare gli strumenti scientifici delle collezioni museali. Con Maria Luisa Bonelli, allora conservatrice del Museo, curò il catalogo della Prima Esposizione di Storia della Scienza, pubblicato nel 1952, e il Catalogo degli strumenti del Museo di Storia della Scienza, dato alle stampe nel 1954. Fu inoltre autore di numerose pubblicazioni sugli strumenti scientifici del Museo.

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